Divieto di suicidio

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 19 dicembre 2012 
Archiviato in Cinema d'attualità

Carissimi,

la presente per comunicarvi che l’Italia è, ad oggi, l’unico paese in Europa in cui il film d’animazione di Patrice Leconte La bottega dei suicidi ha ottenuto dalla Commissione di Censura il divieto di visione ai minori di anni 18, con la seguente motivazione:
«Perchè il tema del suicidio è trattato con estrema leggerezza e facilità di esecuzione, come se fosse un atto ordinario o un servizio da vendere al dettaglio creando il pericolo concreto di atti emulativi da parte di un pubblico più giovane, quali gli adolescenti che attraversano un’età critica. Per di più la rappresentazione sottoforma di cartone animato costituisce un veicolo che agevola il pubblico più giovane la penetrazione di tale messaggio pericoloso».

La bottega dei suicidi è ispirato all’omonimo romanzo di Jean Teulé e affronta in maniera palesemente ironica e provocatoria il concetto tetro del suicidio, ribaltando completamente il suo significato attraverso l’esasperazione degli elementi macabri e cupi e facendosi portatore di un messaggio di ottimismo e gioia di vivere, come unici antidoti possibili alla crisi socio-economica che sta attraversando la nostra generazione.

Ci sembra assolutamente doveroso sottolineare il trattamento ingiustificato e penalizzante che, a nostro parere, la censura italiana ha manifestato nei confronti di un film che, malgrado il titolo e l’ambientazione noir, rappresenta un inno alla vita e alla felicità. Lo stesso regista dichiara: «Il messaggio che volevo dare è estremamente positivo. Il film racconta che la vita è bella e va affrontata con la giusta dose di umorismo».
Inoltre, riteniamo che il divieto attribuito a una pellicola di animazione e di qualità come La bottega dei suicidi sia privo di qualsiasi razionalità e giudizio critico, anche considerando l’effettiva violenza e volgarità delle pellicole che hanno subito una simile censura, tra le quali ricordiamo Saw, Hostel, [Rec], e in ultima istanza, Morituri.
Pertanto, sulla base dei suddetti elementi, la società di distribuzione ha deciso di ricorrere in appello per tentare di modificare la sentenza emessa e, qualora non si ottenessero i risultati desiderati, si riserva di valutare adeguate azioni alternative.

Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Ufficio Stampa
Ornato Comunicazione

UPDATE 20/12 h. 17:48

Carissimi,

siamo lieti di comunicarvi che, a seguito del ricorso in appello avanzato dalla VIDEA nei confronti della decisione presa in primo grado dalla Commissione di Revisione Cinematografica, il divieto di visione ai minori di anni 18 del film d’animazione La bottega dei suicidi di Patrice Leconte, è stato revocato.

Pertanto il film, privo di qualsiasi divieto della censura, sarà regolarmente distribuito nelle migliori sale italiane a partire dal 28 Dicembre e, in anteprima esclusiva nazionale, da venerdì 21 Dicembre al Cinema Fiamma di Roma.

Nel ringraziarvi per il sostegno mostrato nei confronti della pellicola, cogliamo l’occasione per augurare a tutti delle Buone Feste.

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Commenti

7 risposte a: “Divieto di suicidio”

  1. Marco ha scritto mercoledì 19 dicembre 2012 20:45

    E’ una vergogna. Come ha fatto notare un altro blogger, dovrebbero pensare ad eliminare le vere cause del suicidio, per un buon tre quarti insite nella nostra comune vita. Ma è molto più facile proibire un film in modo da potersi guardare allo specchio la mattina e dire di aver fatto qualcosa per la felicità del mondo (come no?). A parte che mi sembra che il film sia nell’ormai classico filone d’animazione apparentemente tetra e in realtà orientata alla denuncia del grigiore quotidiano (tipo “La sposa cadavere”, dove i morti erano più allegri dei vivi…e ci voleva poco). Intenderlo come un inno al suicidio? Molti film lo sono, anche perchè un film costantemente felice per due ore è inguardabile. “Amelìe”? Sì, mi è piaciuto e non rientra in questa casistica a meno che non venga guardato ad occhi semichiusi. In ogni caso pare che questo nemmeno lo sia. Ma sai, certi funzionari hanno un concetto molto letterale ed elementare di censura e probabilmente gli ha fatto specie il titolo o il fatto che si parli dell’atto del suicidio. Sono questi atteggiamenti, così ottusi e ciechi alle metafore, che non si accorgono che altri film sono decisamente più tetri. Da questo qui, solo i benpensanti usciranno tristi!

  2. Marco ha scritto mercoledì 19 dicembre 2012 20:49

    Ah, dimenticavo. E’ un cartone, è a Natale e questi brontosauri sono fermi ad Heidi e Santa Claus (solita saccarina. Ah, solo io penso che Heidi abbia una trama malinconica?). Il Natale è il periodo dei felici-per-forza e i cartoni sono per i bambini piccoli, che per esempio saranno felici di “Valzer con Bashir” o di qualche mattone splatter-psicanalitico alla “Evangelion”.
    E’ lo stesso fraintendimento miope che avvenne quando uscì “Watchmen” e tutti pensarono a “The Incredibles”

  3. Alberto Cassani ha scritto mercoledì 19 dicembre 2012 21:29

    Io ho l’impressione che spesso queste commissioni leggano la trama del film e poi lo guardino con l’avanzamento veloce. Capita spesso che i divieti vengano emanati sulla base di una singola scena o di un’idea di fondo che poi non si riscontra nel film vero e proprio.

  4. La Bottega dei suicidi – Il distributore Sandro Parenzo annuncia il ritiro del film dalle sale italiane | Il blog di ScreenWeek.it ha scritto giovedì 20 dicembre 2012 16:31

    […] […]

  5. La Bottega dei suicidi – Il distributore Sandro Parenzo annuncia il ritiro del film dalle sale italiane « News « ha scritto giovedì 20 dicembre 2012 16:56

    […] Ansa, diario.cinefile.biz, […]

  6. Marco ha scritto martedì 25 dicembre 2012 22:56

    Il divieto ora è stato tolto.

  7. Alberto Cassani ha scritto mercoledì 26 dicembre 2012 14:49

    L’ho scritto, infatti.

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