I particolari quotidiani

Scritto da Alberto Cassani martedì 25 settembre 2012 
Archiviato in Quelli che scrivono..., Televisione

Nelle scuole di scrittura si insegna che per descrivere un periodo storico bisogna farlo vivere attraverso i particolari quotidiani, quelli che lo fanno riconoscere e lo fanno ricordare. Come la musica, per esempio. I film, le auto, la moda… Quanto costa una tazzina di caffè!

Allora immaginiamo che ci sia un’auto, un’Alfetta, che sta passando davanti al volto in bianco e nero di Robert De Niro che si punta una pistola alla tempia nel manifesto de Il cacciatore. Unica nota di colore: la striscia rossa che porta attorno alla testa. Dentro l’auto c’è un’autoradio. Niente frontalino estraibile, niente lettore CD: non esistevano ancora. Un’autoradio a cassette sintonizzata sul ritmo latineggiante di “Please don’t let me be misunderstood” dei Santa Esmeralda. Poi la musica finisce, la voce dall’accento romano di un DJ annuncia la richiesta di una dedica – da Massimo a Ninetta sua – e parte la voce roca di Amanda Lear in “Queen of Chinatown”. A chi guida, non piace. Via la radio e dentro una cassetta, “Sotto il segno dei pesci” di Antonello Venditti. Poi, l’Alfetta imbocca una strada costeggiata da palazzoni alti, dieci piani, grigi e anonimi. Via Acca Larentia. C’è scritto sulla targa all’angolo, che dà il nome alla strada. E’ il 1978, e siamo a Roma.

Carlo LucarelliBlu Notte, 2 ottobre 2005.

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