Transformers: How Things Really Worked (according to Michael Bay)

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 4 luglio 2007 
Archiviato in Cinema d'attualità

Il film è finito.
Accidenti, è stata dura, ma devo ammettere che è stato anche molto divertente. Gli attori più complicati con cui ho mai lavorato, a parte Bruce Willis, sono stati Optimus Prime e Bumblebee. Hanno richiesto ogni singolo giorno della mia vita per un anno intero. Ma alla fine del lavoro ne è valsa la pena. Ho appena fatto 36.000 miglia intorno al mondo (in due settimane) e ho avuto una première eccezionale al Taormina Film Festival, in un teatro greco costruito molto prima della nascita di Cristo. Mi piace vedere la reazione che il film provoca su persone appartenenti a culture così diverse. Il film sta veramente facendo il giro del mondo. Sono così eccitato per il fatto che tra poco avrete tutti modo di vederlo. Grazie a tutti voi che avete supportato me e il film.
Ma per mettere i puntini sulle “i”, il budget iniziale del film era di 145 milioni di dollari, ed è poi salito fino a 150 e qualcosina, che è più o meno la metà di quanto sono costati gli altri blockbuster di quest’estate – e ne sono fiero. Vedo che molta gente in giro per il web non credono a queste cifre, ma se volete sono pronto a scommettere 10.000 dollari sull’unghia che il film è davvero costato questa cifra.
Anche quando i produttori hanno cercato di spedirmi in Canada o in Australia a girare, ho dato un’occhiata in giro ma sapevo che là avremmo fatto una brutta fine. Avevo bisogno di lavorare con i miei collaboratori abituali, quelli con cui ho lavorato per anni, perché sono i migliori del mondo. e poi, credo che un film americano che ritrae l’America dovrebbe essere girato in America. Ho rinunciato al 30% del mio stipendio per poter girare qui a casa. Sapevo che questa era la cosa giusta da fare per il film e ho chiesto ai produttori di fare la stessa cosa – Ian [Bryce] e Lorenzo [di Bonaventura] hanno accetto, Tom DeSanto e Don Murphy (che erano nel progetto da prima di me) no. E questo è stato il mio primo incontro con loro – non volevano che parte dei soldi che spettavano a loro fossero usati per realizzare un film migliore. Questo genere di cose, di solito non mi va giù.
Ora che il film è finito, mi trovo a dover rispondere a domande piuttosto strane fattemi dai giornalisti. Tipo “In che modo Tom ha controllato il set?” Cosa? “In che modo Tom e Don hanno supervisionato il tuo lavoro?” Ma che cazzo…? “Com’è stato lavorare con Tom e Don, che sono così appassionati dei Transformers?” e “Abbiamo sentito che Tom ha scritto la storia – un trattamento di 90 pagine, giusto?” Okay: stop. Facciamo un passo indietro. Tom e Don sono due brave persone, ma lasciate che vi spieghi come sono andate le cose.
Io e Tom abbiamo avuto una riunione creativa per esattamente un’ora e dieci minuti, un anno fa. Mi disse di essere un grandissimo fan dei giocattoli e che mi avrebbe protetto dalle bombe che avrebbero potuto esplodere con un progetto come questo. Il tipo di bombe che esplodono sulla Rete nella forma di “Maledetto Michael Bay”, “Hai rovinato il ricordo della mia infanzia, Michael Bay” e tutto questo tipo di minacce di morte. Tom mi ha poi raccontato di tutti i problemi che aveva avuto con il design dei robot e con la sceneggiatura, e io ho capito che la sua visione del film era anni luce lontana dalla mia. Gli ho detto “grazie tante”, e poi gli ho indicato la porta da cui uscire. Non gli ho più parlato, tranne che per dirgli “ciao”. Di tanto in tanto veniva sul set con degli ospiti, come fosse un parco divertimenti. Non ho mai davvero parlato con Don del film, non a livello creativo. Ho letto le sue note su quanto fosse brutta lo script e quanto schifo facesse il lavoro mio e degli sceneggiatori. Ma durante la lavorazione Don è sempre gentile con me, sapeva che non mi sarei messo a discutere le mie scelte creative con lui.
Un giorno di non molto tempo fa, Alex [Kurtzman] e Bob [Roberto Orci] mi hanno chiamato tutti spaventati perché all’improvviso, dopo che avevamo quasi finito il montaggio, Tom aveva chiesto di essere accreditato come co-sceneggiatore del film, o almeno come soggettista. Ero stupito, perché né io né loro avevamo mai visto alcun trattamento scritto da lui. Beh, ha chiesto di essere accreditato, ma la Writer’s Guild of America ha rifiutato la sua richiesta. Quello però che mi ha fatto veramente ribollire il sangue è qualcosa che ho visto in Rete quando Tom è andato ai Saturn Award e quelli di IESB.net l’hanno intervistato a proposito del film – un film che, lasciatemi aggiungere, lui ancora non aveva visto. Ma si comportava come se l’avesse visto. Rispondeva tranquillamente a tutte le domande, ed è arrivato anche a dire che Hugo [Weaving] “aveva lasciato il suo segno”. Ma per favore, erano solo un mucchio di balle: quell’uomo del film non aveva visto ancora nulla, zero assoluto. L’ha visto solamente alla proiezione per la stampa.
Questa è la nuda verità, e devo raccontarla perché sono stufo di rispondere a certe domande.
Quello che queste due persone hanno fatto è stato prendere uno ‘stupido film su dei giocattoli’ e proporlo a tutti senza perdere la speranza di poterlo realizzare anche quando tutti l’avevano rifiutato. Questo glielo riconosco. Tanto di cappello, ma tentare di prendersi meriti creativi davanti alla stampa, lasciatemelo dire – mi fa schifo. Troppo spesso i crediti creativi vanno a gente che in realtà non ha avuto nulla a che fare con il film. Diamine, ormai anche i banchieri che ti prestano i soldi per girare il film e che non hanno la più pallida idea di come si lavori, passano per importanti produttori.
Ma credo che questo sia semplicemente il modo in cui Hollywood funziona.

Michael Bay, 29 Giugno 2007 (messaggio cancellato dal suo blog personale poche ore dopo averlo postato, recuperato da Nikki Finke di L.A. Weekly).

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