What every film critic must know
Alcuni anni fa, quando l’esperto critico cinematografico di un importante quotidiano è andato in pensione, tutti si aspettavano che il suo preparatissimo vice avrebbe preso il suo posto. Invece non fu così, perché secondo il direttore di quel giornale “ne sapeva troppo, di cinema”.
Immaginate lo stesso editore fare lo stesso discorso a proposito di un critico letterario, o di teatro, arte, ballo, opera o architettura. Non succederebbe mai. Eppure sembra che il cinema – l’arte più accessibile e popolare di tutte – non sia messa sullo stesso piano delle altre.
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Diario di una festa
Sabato 27 ottobre 2007
Che bello, per una volta, poter essere contenti del palmarès di un Festival del Cinema. Certo, il concorso della Festa di Roma non è esattamente il centro dell’attenzione mediatica, ma per una volta gli applausi mi sono usciti dal cuore. “Juno” è davvero un ottimo film, la conferma del talento di un giovane regista che di sicuro si farà notare ancora in futuro, come anche la sceneggiatrice (che già sta collaborando con Spielberg) e la giovane protagonista.
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Lo stile e il contenuto
In un articolo riassuntivo dell’ultimo Festival di Venezia pubblicato sui “Cahiers du Cinema” di ottobre, Emmanuel Burdeau scrive che “Redacted” è un film…
…di cui non è semplice parlare: bisogna proteggere la suspense, e in questo caso l’importanza supera di molto la ‘bellezza’.
Francamente, è una delle più grosse stupidaggini che mi sia mai capitato di leggere! E questo non perché io abbia odiato il film di De Palma quando i “Cahiers” ne parlano come di un capolavoro assoluto: è proprio una questione di concetto.