Dell’amore e della guerra

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 5 dicembre 2007 
Archiviato in Quelli che scrivono...

Gli Oscar del 1999 li ricordiamo soprattutto per i due premi vinti da Roberto Benigni con “La vita è bella“. In realtà furono soprattutto gli Oscar che videro scontrarsi la guerra dello Steven Spielberg di “Salvate il soldato Ryan” e l’amore di William Shakespere in “Shakespere in Love“. Alla fine dei conti Spielberg vinse 5 premi, compreso quello per la miglior regia, e Shakespeare ne vinse 7, compreso quello per il miglior film.

Per motivi che non c’entrano con questi due film, mi è capitato di sfogliare il numero di Ciak del marzo 1999, che presentava proprio la cerimonia degli Oscar che ci sarebbe stata a fine mese, e mi è tornata in mente una cosa che avevo già notato all’epoca.

Ora: va bene che era il 1999 e internet era una fonte d’informazioni molto meno ricca rispetto ad oggi; va bene che all’epoca era più difficile ottenere fotografie di scena e immagini dei registi perché si usavano le diapositive invece che i CD; va bene che John Madden era un regista praticamente sconosciuto e che poi è giustamente tornato nell’oblio… ma usare una foto di John Madden, l’allenatore di football…?

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Commenti

4 risposte a: “Dell’amore e della guerra”

  1. Sebastiano ha scritto mercoledì 5 dicembre 2007 18:39

    Non ci trovo nulla di strano, parlando di Ciak. Non credo sia letto da esperti di cinema, figuriamoci di football americano.
    Per par condicio scrivo che l’ultimo numero di Duellanti, che poi non e’ mai l’ultimo, mi e’ stato venduto con ben 30 pagine che si ripetono al posto di altre. Mi mancano le pagine che parlano della mostra di Linch.
    Sono tornato in edicola per vedere se mi cambiavano la copia ma l’amico mi ha guardato come dire: “Ma se stampano solo questa per te!”

  2. Alberto Cassani ha scritto giovedì 6 dicembre 2007 13:37

    Sono d’accordo sul fatto che Ciak non sia letto da esperti di cinema, però scritto da gente che conosce il cinema sì… O almeno si spera. Possibile che non avessero mai visto un’immagine del regista? E intuire che l’uomo raffigurato nella foto ha diec’anni di più di quello di cui parla l’articolo…? Mah…

    Duel(lanti) è come l’erba cattiva: non muore mai. Personalmente non capisco come Canova riesca sempre a trovare gente pronta a finanziare un progetto che evidentemente al pubblico non interessa, ma buon per lui.

  3. Sebastiano ha scritto giovedì 6 dicembre 2007 23:46

    Amico di veltroni egli e’!

  4. Alberto Cassani ha scritto venerdì 7 dicembre 2007 12:51

    Ah, per questo la presentazione della nuova versione di Duellanti l’hanno fatta durante la Festa di Roma…

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