Il paradosso di Costanzo

Scritto da Alberto Cassani martedì 19 ottobre 2010 
Archiviato in Cinema d'attualità, Quelli che scrivono...

Non sempre critica e pubblico vanno d’accordo. Anzi, a dir la verità capita quasi sempre che i film adorati dalla critica siano snobbati dal pubblico, mentre i più grandi campioni d’incasso siano poco considerati da chi scrive di cinema. I motivi possono essere i più diversi, ma i più facili da indicare sono la differente funzione che le due categorie danno al cinema e l’enorme differenza antropologica di chi queste due categorie le compone. Ma in generale, è stato detto tutto e il contrario di tutto per spiegare questa distanza, per giustificare il flop di film cullati da certi critici o il successo per la critica incomprensibile di certi giocattoloni senz’anima. Una cosa come quella che mi è capitato di leggere su Ciak di ottobre 2010, però, non m’era mai capitato di leggerla.

Nella sezione Trailer, il mensile diretto da Piera Detassis presenta regolarmente una mezza colonna  (non firmata) dedicata al “top & bottom” del mese, ossia alla sorpresa più lieta e al flop più concente. Nel numero in questione, il flop segnalato è quello di The American, diretto da quell’Anton Corbjin già regista dell’interessante Control e interpretato da George Clooney. Il film – definito da Ciak prevedibile, inconsistente e con una sceneggiatura piena di buchi e da altri come il peggior film di Clooney – ha incassato una cinquantina di milioni in tutto il mondo, ma pur essendo una produzione semi-indipendente era lecito aspettarsi di più. Da noi, in effetti, ha portato a casa solamente un milione di euro e poco più.

La sorpresa del mese, di contro, è veramente una sorpresa. Ve la copio nella sua interezza, perché val proprio la pena di leggere queste poche righe:

La solitudine dei numeri primi
La popolarità del romanzo e il trampolino di Venezia non sono sufficienti a determinare il successo. Tanto più se il film è basato su una narrazione niente affatto lineare e un’atmosfera volutamente angosciante. La spiegazione? Costanzo ha colpito al cuore.

Quindi secondo Ciak, per la prima volta nella storia del cinema,un film è andato male al botteghino perché al pubblico è piaciuto troppo… Ma ci credono veramente, alle cose che scrivono?

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Commenti

2 risposte a: “Il paradosso di Costanzo”

  1. Jak ha scritto sabato 4 febbraio 2012 00:14

    Verissimo e se posso aggiungere….

    Forse qualcuno dovrebbe ricordare che il teatro prima e il cinema poi nascono per “divertire”. Se la trasmissione di un’emozione avviene lo spettacolo è un successo, se non avviene può avere le migliori critiche del mondo, sarà un flop.
    Meno uso del potere mediatico a fini non proprio leciti sarebbe comunque auspicabile.
    Jak

  2. Alberto Cassani ha scritto sabato 4 febbraio 2012 19:02

    Direi “intrattenere”, più che “divertire”.

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