Come non scrivere e altre storie

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 2 maggio 2012 
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Tenutosi a Perugia dal 25 al 29 aprile, il Festival del Giornalismo è arrivato alla sua dodicesima edizione. Cinque giorni di incontri, lezioni, convegni, consigli, racconti… con alcuni dei protagonisti del giornalismo non solo italiano. Un ottimo modo per entrare in contatto per la prima volta con questo mondo, dargli uno sguardo disincantato e farsi un’idea di come sta cambiando e cambierà.

Il Tascapane, il giornale studentesco dell’Università di Ferrara, ha realizzato alcuni piccoli video reportage su questi cinque giorni, caricandoli sul suo canale YouTube (di cui sono in realtà venuto a conoscenza grazie agli amici di Pazzo Per Repubblica). E come PPR, scelgo anch’io la breve videointervista a Vittorio Zucconi come copertina del Festival. Leggi tutto il post

Chi è il primo uomo?

Scritto da Alberto Cassani venerdì 20 aprile 2012 
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Mi è già capitato di raccontare come una cosa scritta su internet finisca spesso per rimbalzare di sito in sito fino a sembrare notizia vera nonostante sia inventata di sana pianta. Ancora più spesso capita che un errore commesso da qualcuno finisca per apparire a prima vista un’informazione corretta perché viene riportato pari pari da millemila siti. Il giornalismo italiano via internet è infatti ormai diventato la terra del copincolla più selvaggio, e anche la filosofia del “sapere condiviso” sembra più spesso una “ignoranza condivisa”. A farne le spese sono stati, in questi giorni, i lettori che cercavano in rete informazioni sull’ultimo film di Gianni Amelio, Il primo uomo. Leggi tutto il post

Scurriculum

Scritto da Alberto Cassani martedì 17 aprile 2012 
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Io per qualche anno, tanti anni fa, sono stato caporedattore di Repubblica. Quando ancora i giornali assumevano… [...] Una volta, per il settore spettacoli, cercavamo un certo aiuto. Facemmo una selezione. Si presentarono una ventina di giovani, tutti preparatissimi. C’era uno che sapeva il terzo operatore alla macchina della Corazzata Potemkin… E uno dei titolari scelse il meno bravo. E perché lo scelse? Perché era quello che gli avrebbe dato meno ombra.

Corrado Augias, Le Storie – Diario italiano. 16 Aprile 2012.

La critica cinematografica online

Scritto da Alberto Cassani martedì 20 marzo 2012 
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E’ passata una vita dall’ultima volta che ho pubblicato sul Diario l’intervista fattami da uno studente universitario a proposito della situazione della critica cinematografica in Italia. Questo soprattutto perché, alla fin della fiera, le domande che si possono fare sull’argomento sono più o meno sempre le stesse e di conseguenza anche le risposte date dalla stessa persona finiscono per ripetersi. Il mese scorso, però, mi ha contattato Elisa Venanzi, studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma per la sua tesi intitolata semplicemente La critica cinematografica online. Leggi tutto il post

Chi vota per gli Oscar?

Scritto da Alberto Cassani giovedì 8 marzo 2012 
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E’ passato pochissimo da quando l’Academy of Motion Pictures Arts & Science ha premiato il francese The Artist come miglior film del 2011 tra quelli usciti sul territorio statunitense. Decisione non scandalosa ma che tutto sommato può anche sorprendere visto il tipo di pellicola. Sennonché, un’interessante inchiesta pubblicata il 19 febbraio dal Los Angeles Times aveva svelato come i membri dell’Academy abbiano in media 62 anni di età (!) e quindi siano ben disposti verso un certo tipo di cinema. Perché in realtà chi siano i membri dell’Academy non si sa. Si sa che sono più di 5.000 e si conoscono i nomi che l’Academy rende noti, e si sa chi è stato invitato a farne parte a partire dal 2004 ma non chi ha effettivamente accettato (ok: quasi tutti, è facile pensare). Così, ecco l’inchiesta di John Horn e Nicole Sperling riguardo la composizione demografica (ma non solo: il 64% dei membri non ha mai vinto l’Oscar e il 47% non lavora nel cinema da più di dieci anni) dell’Academy. Intendiamoci, i due reporter non rivelano i nomi degli associati, se non quelli già resi pubblici, ma è comunque molto interessante per dare se non un volto almeno una parvenza di corpo a quella strana entità che definiamo normalmente “Academy”. Pubblico qui sotto la traduzione dell’articolo principale, invitandovi comunque a visitare il sito per poter vedere le varie tabelle demografiche e gli interessanti articoli ad esso collegati. Leggi tutto il post

La Rai, la Fiat e il risarcimento milionario

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 22 febbraio 2012 
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Caro direttore

Bene, adesso sappiamo che se il prodotto Fiat non vende bene è anche colpa di Annozero, di Formigli e della Rai, condannati dal Tribunale di Torino a pagare un risarcimento danni esemplare: 5 milioni di euro oltre rivalutazione monetaria dal dicembre 2010 ed interessi. L’oggetto del contendere è la valutazione di velocità di 3 modelli di automobili, uno dei quali Fiat che viene dalla stessa pubblicizzato con la frase born to race. Leggi tutto il post

L’assetato che beve la sabbia

Scritto da Alberto Cassani lunedì 20 febbraio 2012 
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Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) è noto al pubblico (anche grazie allo sceneggiato con Renato Rascel) soprattutto per essere il creatore di Padre Brown, un prete cattolico responsabile di una parrochia londinese che nel corso di 52 racconti risolve misteri di ogni genere e affronta cattivi di ogni ordine e grado. Ma oltre ad essere un narratore, Chesterton è stato anche poeta, giornalista e saggista. Leggi tutto il post

Fenomenologia del critico

Scritto da Alberto Cassani venerdì 10 febbraio 2012 
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Critica viene dal greco krinó, che sta per separare, distinguere, giudicare. Secondo alcuni questo dovrebbe fare un critico, in particolare un critico cinematografico: entrare nel corpo del film, smembrarlo con gli strumenti affilati del mestiere, e dopo tanta fatica emettere la sentenza. Anzi, più che una sentenza – come tale aleatoria e appellabile – la recensione sarebbe una conclusione ultima, scientifica. Per altri, invece, tutto il lavorio critico non produrrebbe che consigli per gli acquisti, come l’ipocrisia televisiva chiama la pubblicità. Il recensore sarebbe un assaggiatore di film, cui ci si rivolge per la fama del suo palato. Alla fine, questo critico sarebbe la reincarnazione, meno simpatica, di quegli imbonitori che agli inizi del Novecento stavano davanti alle sale, e a gran voce decantavano le meraviglie che là si proiettavano. Leggi tutto il post

Eyes Wide Shut

Scritto da Alberto Cassani lunedì 30 gennaio 2012 
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Uno degli adagi più amati da quelli che si occupano di cinema vuole che le storie fossero state raccontate tutte già ai tempi di William Shakespeare, e che quindi il cinema moderno non possa far altro che rimasticarle e riproporre in nuova veste qualcosa che già conosciamo. Del mondo della critica cinematografica, in fondo, potremmo dire la stessa cosa: ogni tipo di approccio critico è già stato sperimentato, e ogni possibile stile di scrittura è già stato sfruttato. Eppure, ogni tanto, salta fuori qualcuno che suscita interesse ed entusiasmo tra i lettori per il modo di porsi (rispetto al cinema) e proporsi (di fronte ai lettori). In realtà si tratta quasi sempre di un semplice “flavor of the month”, che non aggiunge nulla all’universo della critica ma che ha il (non indifferente, ancorché spesso casaule) pregio di toccare un tasto cui in quello momento i lettori sono particolarmente sensibili. Tommy Edison è un’altra cosa. Leggi tutto il post

Ancora sul conflitto di interessi

Scritto da Alberto Cassani martedì 6 dicembre 2011 
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Non si può certo far finta – peggio ancora illudersi – che con il recente cambio del Presidente del Consiglio sia scomparso il conflitto di interesse nel nostro paese. Anzi… Ma lasciando da parte la poltica e l’universo ad essa collegato, dei piccoli casi di conflitto di interesse nel mondo della critica cinematografica mi è già capitato di scrivere in passato. In uno dei commenti che fecero seguito a quel post, feci un esempio per far capire meglio quanto secondo me sia squalificante a livello di credibilità un certo tipo di comportamento che invece è evidentemente considerato lecito da molti colleghi. Scrissi infatti che se un critico fosse sposato con un’attrice, il suo direttore non gli permetterebbe mai di recensire i film la cui protagonista è sua moglie. A quanto pare ciò che io davo per scontato in realtà non lo era affatto, visto che un mese fa qualcuno ha pensato bene di far recensire un film da uno degli attori che vi hanno recitato. Leggi tutto il post

I critici, i giornalisti e gli ospiti

Scritto da Alberto Cassani sabato 26 novembre 2011 
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E’ ormai un po’ di tempo che i giornali italiani, soprattutto quotidiani, hanno preso l’abitudine di far recensire determinati film da personaggi pubblici – non necessariamente legati al mondo del giornalismo e mai legati a quello della critica cinematografica – che hanno un qualche legame particolare con l’argomento trattato dal film di cui si occupano. Questo perché agli occhi dei Direttori, il nome dell’articolista vale più del contenuto dell’articolo. E’ tutta pubblicità, insomma; marketing. Con tanti saluti all’informazione seria: fa nulla se facciamo un cattivo servizio al cinema e ancor peggio ai nostri lettori, l’importante è che le nostre pagine siano riempite da nomi importanti. Se lo fanno rimanendo legati alla sfera personale (“giustificando” così la specificità del loro articolo), meglio ancora. Leggi tutto il post

La scomparsa della critica

Scritto da Alberto Cassani giovedì 22 settembre 2011 
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Esperto di mezzi di comunicazione di massa, Livio Balestri tiene sul sito del Guerin Sportivo una rubrica fissa – Telecommando – in cui racconta e analizza il modo in cui televisioni e giornali si sono occupati di sport nella settimana appena passata. In occasione degli Europei di basket appena conclusi si è lasciato andare a una disamina piuttosto amara e sopratuttto amareggiata sul modo in cui in Italia si scrive della nazionale. Non solo quella di pallacanestro ma anche quella di calcio. Ovviamente Balestri ha poi esteso il discorso a tutta la stampa sportiva, ma non è difficile capire quanto sia centrato anche se lo si traspone nell’ambito della critica cinematografica.

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Tre colori: rosso, blu e giallo

Scritto da Alberto Cassani venerdì 9 settembre 2011 
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Adesso che il Festival di Venezia 2011 (e con esso probabilmente l’era Müller) sta arrivando a conclusione, si può cominciare a tirare le somme su alcuni aspetti della sua organizzazione. Quello che più interessa un blog come questo Diario è la gestione degli accrediti, in particolare quelli stampa. La questione è presto sintetizzata ma difficilmente comprensibile a chi non calpesta le strade del Lido in questo periodo dell’anno: per volere delle case di produzione e distribuzione, il direttore Marco Müller è stato costretto negli ultimi anni a organizzare due proiezioni al giorno dei film in concorso riservate esclusivamente ai giornalisti accreditati per i quotidiani (dotati di pass di colore rosso) e anticipate rispetto a quelle per gli altri accreditati stampa (divisi in pass blu e pass giallo). Quest’anno Müller ha deciso di eliminare questa separazione e riunire di nuovo tutti gli accreditati stampa nella stessa proiezione. Leggi tutto il post

Sottovalutare lo spettatore abituale

Scritto da Alberto Cassani lunedì 15 agosto 2011 
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Ogni tanto mi capita, nello scrivere una recensione, di fare riferimento allo “spettatore abituale”. Molto più spesso mi capita di pensarci, mentre vedo un film o mentre rifletto su ciò che ho appena visto. Lo spettatore abituale, com’è ovvio dall’espressione, è una persona abituata a vedere film. Non necessariamente un cinefilo, magari qualcosa di simile a chi negli Stati Uniti viene definito semplicemente “moviegoer”, colui che va al cinema. In ogni caso, una persona abituata allo spettacolo cinematografico e di conseguenza al suo linguaggio e alle sue regole, pur senza realmente conoscerle nel dettaglio. Per dirla brutalmente, se anche non avessimo studiato a scuola la legge della gravità di Newton, sapremmo comunque che un oggetto lasciato cadere cade a terra invece che verso l’alto. Lo spettatore abituale sa, molto spesso, che se in un film succede una certa cosa è per quella determinata ragione, anche se quasi mai sa perché è così. Leggi tutto il post

Manca il titolo

Scritto da Alberto Cassani lunedì 2 maggio 2011 
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La Tramp limited, società che produce il nuovo film di Ficarra & Picone, in merito al titolo del lungometraggio (inizio delle riprese il prossimo 6 giugno a Torino) comunica che il titolo non è ancora stato scelto. La puntualizzazione si è resa necessaria dopo che alcune agenzie di stampa hanno annunciato che il quarto film di Ficarra e Picone si sarebbe chiamato Ancora non c’è.

«Si trattava di una nostra dichiarazione – dicono i due attori – che abbiamo rilasciato in alcune interviste, in cui ci chiedevano il titolo del nostro prossimo film. A questa domanda abbiamo risposto candidamente “il titolo ancora non c’è”. Da qui forse l’equivoco».

Senza parole.

Come si scrive un articolo di critica

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 27 aprile 2011 
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Nel biennio 1994/95, la Annenberg Learner realizzò una lunga serie di interviste a un centinaio tra i migliori professionisti del giornalismo statunitense, producendo una serie di video dedicati agli studenti universitari e delle scuole superiori, ma adatti anche agli adulti che vogliono farsi una cultura sull’argomento. Lo scopo era di insegnare agli spettatori non tanto come funziona il mondo del giornalismo, quanto come si deve affrontare correttamente il lavoro di giornalista. Leggi tutto il post

I have no mouth, and I must scream

Scritto da Alberto Cassani sabato 16 aprile 2011 
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Nel numero di febbraio 2010, la rivista Esquire pubblicò un interessante articolo di Chris Jones su come Roger Ebert si era rimesso al lavoro dopo l’ennesima operazione dovuta al cancro alle ghiandole salivari cui era affetto. Al di là dello sguardo ravvicinato sul suo modo di lavorare e sull’amore che il critico del Chicago Sun-Times nutre per il cinema, forse la cosa che più colpì i lettori di Esquire era la fotografia a tutta pagina di Ebert provato completamente dell’osso mascellare. La foto è quella che trovate qui a fianco.

A causa delle operazioni subite, Ebert ha perso la capacità di mangiare e bere e – soprattutto, per uno che lavorava in televisione – di parlare. Leggi tutto il post

Prima regola: mai fidarsi

Scritto da Alberto Cassani venerdì 1 aprile 2011 
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E’ ormai qualche anno che le testate più o meno giornalistiche e più o meno seriose hanno preso la malsana abitudine di inserire nella loro uscita del primo aprile delle notizie false, per fare uno scherzo ai lettori e giocare con loro. “Malsana” perché se non adeguatamente pubblicizzata come scherzo, la notizia rischia di essere presa sul serio. Leggi tutto il post

L’indipendente

Scritto da Alberto Cassani venerdì 4 marzo 2011 
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Da Signore e Signori di Pietro Germi (1966).

Sugli editori a pagamento

Scritto da Alberto Cassani martedì 22 febbraio 2011 
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Come aveva ben spiegato Mark Twain, ci sono molti motivi per cui i giovani faticano a trovare spazio nel mondo dell’editoria, non solo in quello della critica cinematografica. In questi ultimi anni, uno spazio alternativo di espressione è stato offerto dagli editori a pagamento e da quelli on-demand. Per quanto si tratti di due tipi di editori abbastanza diversi come impostazione (i primi guadagnano grazie all’autore, i secondi grazie alle vendite), hanno molti punti in comune. E presentano praticamente gli stessi pericoli per gli autori inesperti.

Per quanto siano una risorsa che molto raramente può interessare chi si occupa di critica cinematografica, vale comunque la pena di affrontare l’argomento perché può ugualmente offrire spunti interessanti per capire meglio in che tipo di situazione si può venire a trovare l’esordiente che si affaccia nel mondo dell’editoria. E’ un argomento di cui a dir la verità si è parlato spesso un po’ dappertutto, nell’ultimo paio d’anni. Per affrontarlo ho deciso di riprendere un post che Elvezio Sciallis ha pubblicato nel suo bel blog, Malpertuis, verso la metà di ottobre 2010, raccontando la sua personale esperienza con gli editori a pagamento in modo da dare alcuni preziosissimi consigli a chi affronta l’ambiente per la prima volta. Leggi tutto il post

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