Ermanno Olmi e il cinema

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 10 ottobre 2012 
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Nel corso del Festival di Venezia 2012 è stato presentato, fuori concorso, The Tightrope di Simon Brook. In conferenza stampa il regista era accompagnato dal padre Peter Brook (di cui è stata presentata la versione restaurata di Tell Me Lies del 1968) e dai produttori Enrico Musini ed Ermanno Olmi. Quando la moderatrice dell’incontro Alessandra De Luca ha chiesto ai due cosa li aveva portati a sostenere il progetto di Brook, Olmi si è lanciato in una interessante e divertente tirata contro il modo classico di intendere il cinema. E, involontariamente, contro il modo in cui all’università ci insegnano a guardare un film.
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I particolari quotidiani

Scritto da Alberto Cassani martedì 25 settembre 2012 
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Nelle scuole di scrittura si insegna che per descrivere un periodo storico bisogna farlo vivere attraverso i particolari quotidiani, quelli che lo fanno riconoscere e lo fanno ricordare. Come la musica, per esempio. I film, le auto, la moda… Quanto costa una tazzina di caffè!

Allora immaginiamo che ci sia un’auto, un’Alfetta, che sta passando davanti al volto in bianco e nero di Robert De Niro che si punta una pistola alla tempia nel manifesto de Il cacciatore. Leggi tutto il post

Liveblogging repeat

Scritto da Alberto Cassani lunedì 10 settembre 2012 
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La sera dello scorso 4 settembre c’è stata a Venezia l’anteprima mondiale di Spring Breakers di Harmony Korine. Bastava guardare le foto pubblicitarie per capire che si sarebbe trattata di una pacchianeria notevole. Nel pomeriggio di quel giorno presi una decisione abbastanza improvvisa: sulla scorta di quanto fatto da altri in occasione della prima di Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo a Cannes qualche anno prima, avrei fatto un liveblogging del film, raccontando agli amici di Facebook cosa realmente Korine aveva fatto. Leggi tutto il post

Mi rifiuto di assumere chi non conosce la grammatica

Scritto da Alberto Cassani lunedì 30 luglio 2012 
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Il testo che segue è stato pubblicato nella sezione blog del sito della Harvard Business Review, una rivista dedicata all’organizzazione aziendale ovviamente pubblicata dall’Università di Harvard. Si tratta di una curiosa ma interessante dichiarazione di intenti da parte del proprietario di due società editrici di manualistica, che durante il colloquio di lavoro sottopone i candidati a un test grammaticale. Ho la sensazione che, se le case editrici italiane facessero la stessa cosa, si ritroverebbero con ben poche persone in redazione… Leggi tutto il post

Portiamo la critica cinematografica fuori dall'Era del Sarcasmo

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 18 luglio 2012 
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C’è un’abitudine agosciante, tra i critici cinematografici. Lo si può notare nei più piccoli blog come nei quotidiani più importanti. Stiamo vivendo l’Era del Sarcasmo. Il termine inglese “snark” […] si riferisce ai commenti sardonici o sarcastici fatti per divertire se stessi e gli spettatori che hanno le nostre stesse idee. E’ un’abitudine adottata dagli adolescenti che si fingono indifferenti e ciondolano nei banchi in fondo all’aula, ma è sfuggita ai cliché dei licei ed ha infettato la critica cinematografica, dove l’obiettivo sempre più prevalente non è scrivere la recensione di un film ma un monologo da cabarettista dilettante. Leggi tutto il post

Full Metal Disney

Scritto da Alberto Cassani venerdì 6 luglio 2012 
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Anche i press-book sbagliano

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 13 giugno 2012 
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Una delle cose che probabilmente ho scritto più spesso su questo blog, è che per evitare di fare un certo errore al critico sarebbe bastato dare un’occhiata al press-book. In effetti, non c’è nessun motivo per cui si dovrebbe pensare che la cartella stampa di un film sia meno precisa di un qualunque sito internet indipendente, per quanto rinomato e visitato. Però spesso capita che la cartella stampa non riporti alcune informazioni che ci serve assolutamente sapere (una su tutte: la durata del film!), e allora non ci resta che affidarci ad altre fonti. Molto più raro, ma non inesistente, il caso in cui sia proprio il press-book a riportare degli errori, e quando capita sono dolori. Leggi tutto il post

Come non scrivere e altre storie

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 2 maggio 2012 
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Tenutosi a Perugia dal 25 al 29 aprile, il Festival del Giornalismo è arrivato alla sua dodicesima edizione. Cinque giorni di incontri, lezioni, convegni, consigli, racconti… con alcuni dei protagonisti del giornalismo non solo italiano. Un ottimo modo per entrare in contatto per la prima volta con questo mondo, dargli uno sguardo disincantato e farsi un’idea di come sta cambiando e cambierà.

Il Tascapane, il giornale studentesco dell’Università di Ferrara, ha realizzato alcuni piccoli video reportage su questi cinque giorni, caricandoli sul suo canale YouTube (di cui sono in realtà venuto a conoscenza grazie agli amici di Pazzo Per Repubblica). E come PPR, scelgo anch’io la breve videointervista a Vittorio Zucconi come copertina del Festival. Leggi tutto il post

Chi è il primo uomo?

Scritto da Alberto Cassani venerdì 20 aprile 2012 
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Mi è già capitato di raccontare come una cosa scritta su internet finisca spesso per rimbalzare di sito in sito fino a sembrare notizia vera nonostante sia inventata di sana pianta. Ancora più spesso capita che un errore commesso da qualcuno finisca per apparire a prima vista un’informazione corretta perché viene riportato pari pari da millemila siti. Il giornalismo italiano via internet è infatti ormai diventato la terra del copincolla più selvaggio, e anche la filosofia del “sapere condiviso” sembra più spesso una “ignoranza condivisa”. A farne le spese sono stati, in questi giorni, i lettori che cercavano in rete informazioni sull’ultimo film di Gianni Amelio, Il primo uomo. Leggi tutto il post

Scurriculum

Scritto da Alberto Cassani martedì 17 aprile 2012 
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Io per qualche anno, tanti anni fa, sono stato caporedattore di Repubblica. Quando ancora i giornali assumevano… […] Una volta, per il settore spettacoli, cercavamo un certo aiuto. Facemmo una selezione. Si presentarono una ventina di giovani, tutti preparatissimi. C’era uno che sapeva il terzo operatore alla macchina della Corazzata Potemkin… E uno dei titolari scelse il meno bravo. E perché lo scelse? Perché era quello che gli avrebbe dato meno ombra.

Corrado Augias, Le Storie – Diario italiano. 16 Aprile 2012.

La critica cinematografica online

Scritto da Alberto Cassani martedì 20 marzo 2012 
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E’ passata una vita dall’ultima volta che ho pubblicato sul Diario l’intervista fattami da uno studente universitario a proposito della situazione della critica cinematografica in Italia. Questo soprattutto perché, alla fin della fiera, le domande che si possono fare sull’argomento sono più o meno sempre le stesse e di conseguenza anche le risposte date dalla stessa persona finiscono per ripetersi. Il mese scorso, però, mi ha contattato Elisa Venanzi, studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma per la sua tesi intitolata semplicemente La critica cinematografica online. Leggi tutto il post

Chi vota per gli Oscar?

Scritto da Alberto Cassani giovedì 8 marzo 2012 
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E’ passato pochissimo da quando l’Academy of Motion Pictures Arts & Science ha premiato il francese The Artist come miglior film del 2011 tra quelli usciti sul territorio statunitense. Decisione non scandalosa ma che tutto sommato può anche sorprendere visto il tipo di pellicola. Sennonché, un’interessante inchiesta pubblicata il 19 febbraio dal Los Angeles Times aveva svelato come i membri dell’Academy abbiano in media 62 anni di età (!) e quindi siano ben disposti verso un certo tipo di cinema. Perché in realtà chi siano i membri dell’Academy non si sa. Si sa che sono più di 5.000 e si conoscono i nomi che l’Academy rende noti, e si sa chi è stato invitato a farne parte a partire dal 2004 ma non chi ha effettivamente accettato (ok: quasi tutti, è facile pensare). Così, ecco l’inchiesta di John Horn e Nicole Sperling riguardo la composizione demografica (ma non solo: il 64% dei membri non ha mai vinto l’Oscar e il 47% non lavora nel cinema da più di dieci anni) dell’Academy. Intendiamoci, i due reporter non rivelano i nomi degli associati, se non quelli già resi pubblici, ma è comunque molto interessante per dare se non un volto almeno una parvenza di corpo a quella strana entità che definiamo normalmente “Academy”. Pubblico qui sotto la traduzione dell’articolo principale, invitandovi comunque a visitare il sito per poter vedere le varie tabelle demografiche e gli interessanti articoli ad esso collegati. Leggi tutto il post

La Rai, la Fiat e il risarcimento milionario

Scritto da Alberto Cassani mercoledì 22 febbraio 2012 
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Caro direttore

Bene, adesso sappiamo che se il prodotto Fiat non vende bene è anche colpa di Annozero, di Formigli e della Rai, condannati dal Tribunale di Torino a pagare un risarcimento danni esemplare: 5 milioni di euro oltre rivalutazione monetaria dal dicembre 2010 ed interessi. L’oggetto del contendere è la valutazione di velocità di 3 modelli di automobili, uno dei quali Fiat che viene dalla stessa pubblicizzato con la frase born to race. Leggi tutto il post

L'assetato che beve la sabbia

Scritto da Alberto Cassani lunedì 20 febbraio 2012 
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Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) è noto al pubblico (anche grazie allo sceneggiato con Renato Rascel) soprattutto per essere il creatore di Padre Brown, un prete cattolico responsabile di una parrocchia londinese che nel corso di 52 racconti risolve misteri di ogni genere e affronta cattivi di ogni ordine e grado. Ma oltre ad essere un narratore, Chesterton è stato anche poeta, giornalista e saggista. Leggi tutto il post

Fenomenologia del critico

Scritto da Alberto Cassani venerdì 10 febbraio 2012 
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Critica viene dal greco krinó, che sta per separare, distinguere, giudicare. Secondo alcuni questo dovrebbe fare un critico, in particolare un critico cinematografico: entrare nel corpo del film, smembrarlo con gli strumenti affilati del mestiere, e dopo tanta fatica emettere la sentenza. Anzi, più che una sentenza – come tale aleatoria e appellabile – la recensione sarebbe una conclusione ultima, scientifica. Per altri, invece, tutto il lavorio critico non produrrebbe che consigli per gli acquisti, come l’ipocrisia televisiva chiama la pubblicità. Il recensore sarebbe un assaggiatore di film, cui ci si rivolge per la fama del suo palato. Alla fine, questo critico sarebbe la reincarnazione, meno simpatica, di quegli imbonitori che agli inizi del Novecento stavano davanti alle sale, e a gran voce decantavano le meraviglie che là si proiettavano. Leggi tutto il post

Eyes Wide Shut

Scritto da Alberto Cassani lunedì 30 gennaio 2012 
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Uno degli adagi più amati da quelli che si occupano di cinema vuole che le storie fossero state raccontate tutte già ai tempi di William Shakespeare, e che quindi il cinema moderno non possa far altro che rimasticarle e riproporre in nuova veste qualcosa che già conosciamo. Del mondo della critica cinematografica, in fondo, potremmo dire la stessa cosa: ogni tipo di approccio critico è già stato sperimentato, e ogni possibile stile di scrittura è già stato sfruttato. Eppure, ogni tanto, salta fuori qualcuno che suscita interesse ed entusiasmo tra i lettori per il modo di porsi (rispetto al cinema) e proporsi (di fronte ai lettori). In realtà si tratta quasi sempre di un semplice “flavor of the month”, che non aggiunge nulla all’universo della critica ma che ha il (non indifferente, ancorché spesso casaule) pregio di toccare un tasto cui in quello momento i lettori sono particolarmente sensibili. Tommy Edison è un’altra cosa. Leggi tutto il post

Ancora sul conflitto di interessi

Scritto da Alberto Cassani martedì 6 dicembre 2011 
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Non si può certo far finta – peggio ancora illudersi – che con il recente cambio del Presidente del Consiglio sia scomparso il conflitto di interesse nel nostro paese. Anzi… Ma lasciando da parte la poltica e l’universo ad essa collegato, dei piccoli casi di conflitto di interesse nel mondo della critica cinematografica mi è già capitato di scrivere in passato. In uno dei commenti che fecero seguito a quel post, feci un esempio per far capire meglio quanto secondo me sia squalificante a livello di credibilità un certo tipo di comportamento che invece è evidentemente considerato lecito da molti colleghi. Scrissi infatti che se un critico fosse sposato con un’attrice, il suo direttore non gli permetterebbe mai di recensire i film la cui protagonista è sua moglie. A quanto pare ciò che io davo per scontato in realtà non lo era affatto, visto che un mese fa qualcuno ha pensato bene di far recensire un film da uno degli attori che vi hanno recitato. Leggi tutto il post

I critici, i giornalisti e gli ospiti

Scritto da Alberto Cassani sabato 26 novembre 2011 
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E’ ormai un po’ di tempo che i giornali italiani, soprattutto quotidiani, hanno preso l’abitudine di far recensire determinati film da personaggi pubblici – non necessariamente legati al mondo del giornalismo e mai legati a quello della critica cinematografica – che hanno un qualche legame particolare con l’argomento trattato dal film di cui si occupano. Questo perché agli occhi dei Direttori, il nome dell’articolista vale più del contenuto dell’articolo. E’ tutta pubblicità, insomma; marketing. Con tanti saluti all’informazione seria: fa nulla se facciamo un cattivo servizio al cinema e ancor peggio ai nostri lettori, l’importante è che le nostre pagine siano riempite da nomi importanti. Se lo fanno rimanendo legati alla sfera personale (“giustificando” così la specificità del loro articolo), meglio ancora. Leggi tutto il post

La scomparsa della critica

Scritto da Alberto Cassani giovedì 22 settembre 2011 
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Esperto di mezzi di comunicazione di massa, Livio Balestri tiene sul sito del Guerin Sportivo una rubrica fissa – Telecommando – in cui racconta e analizza il modo in cui televisioni e giornali si sono occupati di sport nella settimana appena passata. In occasione degli Europei di basket appena conclusi si è lasciato andare a una disamina piuttosto amara e sopratuttto amareggiata sul modo in cui in Italia si scrive della nazionale. Non solo quella di pallacanestro ma anche quella di calcio. Ovviamente Balestri ha poi esteso il discorso a tutta la stampa sportiva, ma non è difficile capire quanto sia centrato anche se lo si traspone nell’ambito della critica cinematografica.

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Tre colori: rosso, blu e giallo

Scritto da Alberto Cassani venerdì 9 settembre 2011 
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Adesso che il Festival di Venezia 2011 (e con esso probabilmente l’era Müller) sta arrivando a conclusione, si può cominciare a tirare le somme su alcuni aspetti della sua organizzazione. Quello che più interessa un blog come questo Diario è la gestione degli accrediti, in particolare quelli stampa. La questione è presto sintetizzata ma difficilmente comprensibile a chi non calpesta le strade del Lido in questo periodo dell’anno: per volere delle case di produzione e distribuzione, il direttore Marco Müller è stato costretto negli ultimi anni a organizzare due proiezioni al giorno dei film in concorso riservate esclusivamente ai giornalisti accreditati per i quotidiani (dotati di pass di colore rosso) e anticipate rispetto a quelle per gli altri accreditati stampa (divisi in pass blu e pass giallo). Quest’anno Müller ha deciso di eliminare questa separazione e riunire di nuovo tutti gli accreditati stampa nella stessa proiezione. Leggi tutto il post

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